Liberalizzazione in università. Perché no? PDF 
Rassegna Stampa

L'articolo di Francesco Magni, Presidente del CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio) apparso ieri su Tracce.

24/01/2012 -

Il governo Monti intende abolire il valore legale della laurea. Francesco Magni, presidente del Clds, commenta queste spinte riformiste e le prospettive che tracciano. Dalla differenziazione all'eccellenza "su misura" dei dipartimenti...

 

Negli ultimi giorni l’università è tornata al centro del dibattito pubblico. A suscitare un rinnovato interesse è stata soprattutto la proposta avanzata all’interno dell’esecutivo Monti di abolire il valore legale della laurea. Non che si tratti di una proposta nuova, tant’è che il primo ad avanzarla fu Luigi Einaudi, che già nel 1947 scriveva: «Finché non sarà tolto qualsiasi valore legale ai certificati rilasciati da ogni ordine di scuole, dalle elementari alle universitarie, noi non avremo mai libertà di insegnamento; avremo insegnanti occupati a ficcare nella testa degli scolari il massimo numero di quelle nozioni sulle quali potrà cadere l’interrogazione al momento degli esami di stato. Nozioni e non idee; appiccicature mnemoniche e non eccitamenti alla curiosità scientifica ed alla formazione morale dell'individuo. (…) Sono vissuto per quasi mezzo secolo nella scuola; ed ho imparato che quei pezzi di carta che si chiamano diplomi di laurea, certificati di licenza valgono meno della carta su cui sono scritti. Per alcuni il giovane vale assai di più di quel che sta scritto sui pezzo di carta od, almeno, del pregio che l'opinione pubblica vi attribuisce; ma “legalmente” l'un pezzo di carta è simile ad ogni altro e la loro contemplazione non giova a chi deve fare una scelta tra coloro che offrono se stessi agli impieghi ed alle professioni» (da Scritti di sociologia e politica in onore di Luigi Sturzo, 1947).

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Magni: «Abolendo il valore legale del titolo di studio gli studenti saranno ancora più protagonisti» PDF 
Rassegna Stampa

Pubblichiamo l'intervista del settimanale Tempi a Francesco Magni, presidente nazionale del Coordinamento liste per lo studio: «Se il governo Monti lo facesse davvero, come qualcuno dice, renderebbe più libero il sistema universitario. Ma perché la norma funzioni bisogna puntare sulla valutazione, qualcuno deve decidere quale università è migliore e quale è peggiore»


 Di Carlo Candiani

 25 Gen 2012

 

Nell’imminente decreto sulle semplificazioni, il governo Monti potrebbe abolire il valore legale del titolo di studio. La mossa stravolgerebbe il mondo universitario e l'indiscrezione è da prendere con le molle, visto che l'argomento riaffiora ciclicamente. «Innanzitutto abolizione del valore legale del titolo di studio, per quanto riguarda la laurea, vuol dire che vale non solo quello che è scritto sulla carta, il voto in sé, ma soprattutto chi ti ha rilasciato quel giudizio. Tutto ciò che va nella direzione della maggiore libertà nel sistema universitario italiano, che spesso è ingessato da una burocrazia inutile e costosa, lo considero positivo» interviene a tempi.it il presidente nazionale del Coordinamento liste per lo studio, Francesco Magni. «L’idea non è nuova del resto: viene addirittura da Luigi Einaudi».

La norma non rischierebbe di avere una deriva “classista”?
Non direi, a livello di principio è condivisibile: innescherebbe un circolo virtuoso e gli studenti sarebbero liberi di scegliere le università migliori. Inoltre, le università si farebbero concorrenza puntando ad aumentare la qualità dei corsi.

Quindi, porterebbe a un miglioramento dell’offerta formativa?
Bisogna prestare attenzione a come verrà concretamente applicata. Alcuni autorevoli rettori italiani hanno evidenziato come sia fondamentale un sistema efficace di valutazione delle università: chi deciderà quale facoltà è migliore delle altre? L’Anvur, che è l’agenzia nazionale di valutazione universitaria, recentemente è entrata in funzione: è uno degli snodi cruciali per decretare una liberalizzazione effettiva.

Ci sono altri aspetti positivi?

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Incontro 27 Gennaio 2012: La Rosa Bianca. Volti di un'amicizia

 


 “La Rosa Bianca è stato l'unico movimento tedesco di resistenza al regime nazionalsocialista.

 

La Rosa Bianca” è un gruppo di resistenza ma non è nato “contro” qualcuno: è nato da un gruppo di persone che erano per la vita, che erano per la libertà. Sono nomi di persone che si sono incontrate a volte casualmente e tra le quali è nato un rapporto in cui si è messo in gioco ciò che è la vita. Sono quindi i rapporti tra Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf, Hans Sholl e la sorella Sophie Sholl, il professor Huber e altri. L’amicizia ha avuto fin dall’inizio un’appassionante carica umana.

All’inizio questi amici non miravano a un’opposizione aperta contro il regime, ma in virtù della loro indole si differenziavano dalla generale omologazione dell’apparato di Stato. Decisiva fu la domanda “Cosa dobbiamo fare?”. Ebbe inizio così un’evoluzione,Locandi Rosa Bianca un percorso da uomini prima apolitici, attraverso uomini inconsciamente politici, fino alla fine diventare persone che agivano coscientemente in termini politici.

Con l'aiuto della Prof.ssa Anna Lucia Denitto, Ordinaria di Storia Contemporanea, e di alcuni studenti che hanno lavorato per presentare la mostra "La Rosa Bianca. Volti di un'amicizia", ci misureremo con quella che è una grande pagina di storia, ma soprattutto con una grande sfida per l'umanità di ognuno di noi.

 

L'incontro si svolgerà venerdì 27 Gennaio alle 10.00 nell'aula Ferrari dell'Ateneo.

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Magni (Clds): Caro ministro, non faccia del Tfa la beffa "tecnica" che molti attendono

 


Il commento di FRANCESCO MAGNI, presidente del Clds (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio), alle parole del ministro rilasciate a Il Messaggero di ieri, su concorso e Tfa
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Mostra: La Rosa Bianca. Volti di un amicizia

 


 

Esposizione all'ingresso di Studium 2000 dal 25 Gennaio al 02 Febbraio 2012

 

Nell’estate del ‘42 e nel febbraio del ‘43 alcuni studenti dell’Università di Monaco distribuiscono volantini firmati “Rosa bianca” che incitano alla resistenza contro Hitler.

La mostra cerca di approfondire le figure dei sei protagonisti: A. Schmorell, S. Scholl, H. Scholl, W. Graf, K. Huber, C. Probst, T. Lafrenz e mette in evidenza che il loro non è innanzitutto un gruppo di resistenza, quanto piuttosto un gruppo di persone unite da una profonda amicizia.

“Del gruppetto che ho radunato qui avrai già sLocandina entito parlare. Ti rallegreresti di questi volti se li potessi vedere. L’energia che vi investiamo rifluisce intatta nel nostro cuore” scrive Hans Scholl.

Attraverso citazioni da lettere e diari di amici emergono ritratti di persone cui il senso religioso permise di vivere la realtà intensamente, di fare incontri incisivi e di crescere nella certezza e nella speranza.La mostra illustra il contesto storico in cui questi studenti si trovano ad agire: la vita dei giovani nella Germania nazista, l’università, la guerra in Russia. Infine, le lettere d’addio, che concludono la mostra e rendono evidente la possibilità di vivere in libertà anche una condizione di estrema oppressione.

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Modulistica per Piani di Studio [Ingegneria]

Si comunica che è possibile compilare il proprio piano di studi individuale e comunicare gli eventuali esami ad autonoma scelta con la modulistica scaricabile dal sito della facoltà di ingegneria. La possibilità di presentare il modulo scade il 31/01/2012

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